Rifacimento dell’antica strada di Corzano

cerchio mulattiera

L’idea di recuperare l’antica mulattiera di Corzano è nata molto tempo prima dell’Associazione. Il proposito di recuperarla, di trovare il modo di fare qualcosa, affiorava spesso fra i sampierani che per ragioni affettive o religiose, non hanno mai smesso di percorrerla, nonostante il degrado l’avesse ormai gravemente compromessa. Un proposito per alcuni, un auspicio per altri, destinati comunque, per le difficoltà dell’opera e per gli alti costi di un simile intervento, ad essere relegati frai sogni o le cose impossibili. Alcuni anni fa un gruppo di sampierani, decisi ad uscire da questo stato di impasse, si propose di verificarela fattibilità dell’opera immaginando di poterla affidare ad un intervento organizzato su base volontaria. Furono eseguiti rilievi, fotografie del tracciato, ricerca cartografica, ecc. Dopo qualche tempo Bruno Ruggeri presentò agli amici gli elaborati di queste rilevazioni, raccolti in un progetto che sin dal titolo dichiarava il suo proposito “Una proposta per salvare l’antica mulattiera del Castello di Corzano”, 13 bellissime tavole di elaborati tecnici e una relazione completa in ogni dettaglio che mostravano un progetto già nella sua veste esecutiva. Nulla era stato lasciato al caso: impiego di volontari, turni di lavoro, gradualità e tempi d’intervento, reperimento delle risorse, ecc. Da quel momento la storia della mulattiera è tutt’uno con la storia dell’Associazione Il Faro di Corzano. Si perché per realizzare il progetto non c’era altro modo che affidarlo ad una associazione di volontari e così, proprio con il proposito di ripristinare l’antica mulattiera di Corzano, è nata l’Associazione (estate 2008). Con questo obiettivo-guida i 27 soci fondatori hanno individuato e definito gli scopi sociali, hanno scritto le prime regole dell’associazione e adottato il proprio Statuto.

L’AVVIO DEI LAVORI 

Dopo aver presentato il progetto ai propri associati nel corso della prima Assemblea ed alla popolazione (durante la Fiera Festinval 2008) l’Associazione l’ha sottoposto al vaglio delle autorità comunali trovando una favorevolissima accoglienza e grandi disponibilità operative e collaborative. Durante l’inverno 2008/2009 sono state predisposte tutte le azioni necessarie a dare esecutività al progetto: approvazione ed assunzione del progetto da parte del Comune di Bagno di Romagna; acquisizione parere e benestare della Soprintendenza; stipula di una Convenzione con il Comune di Bagno di Romagna per l’affidamento dei lavori all’Associazione; definizione ed individuazione delle problematiche relative alla sicurezza nel cantiere di lavoro; determinazione del numero massimo giornaliero dei soci impiegabili nel cantiere; definizione di un contratto assicurativo sufficientemente congruo ad assicurare i soci-lavoratori e per risarcire eventuali danni a terzi, ecc. Insomma già prima di partire si è dovuto lavorare alacremente per tutte le acquisizioni di cui sopra. Ad Aprile 2009 l’Associazione era pronta e l’Assemblea Generale dei Soci 2009 ha potuto approvare il formale avvio dei lavori.

IL COINVOLGIMENTO DELLA POPOLAZIONE 
Espletate le ultime procedure, il 12 giugno 2009, una partecipatissima e festosa serata inaugurale segnò ufficialmente l’inizio dei lavori. Da quel giorno iniziò un susseguirsi continuo di visite al cantiere da parte di tantissimi cittadini ancora increduli. Cominciarono a pervenire attestati di stima ai soci-lavoratori e importanti segnali di condivisione e compartecipazione alla stessa Associazione. In pochi mesi pervennero 140 nuove domande di adesione. Da quel momento il veloce susseguirsi degli eventi non permise neppure di riflettere su tutto quello che stava accadendo. I soci-lavoratori divennero subito beniamini della gente: alcune famiglie, ma anche singoli cittadini, si alternarono per portare loro acqua, bibite, vivande per spuntini e merende ristoratrici. Una di queste riuscì ad offrire ogni giorno il caffè. Queste attenzioni sono continuate e continuano ancora oggi che siamo al III lotto dei lavori, anche se la distanza del cantiere dal paese e la difficoltà di raggiungerlo rendono più difficile questo rapporto quotidiano. L’autofinanziamento I cittadini, assolutamente consapevoli dell’ingente impegno finanziario, oltreché umano, che l’Associazione si stava assumendo iniziarono a far pervenire, in modo del tutto spontaneo in quanto non ancora richiesto, le prime donazioni in denaro. Così, senza neppure avere avuto modo di promuoverlo, è iniziato il processo di autofinanziamento dell’opera che, da allora, è sostenuta dalle sole spontanee donazioni in denaro e dall’offerta gratuita di materiali da parte di privati cittadini e da parte di aziende. Imprese artigianali locali si sono rese disponibili, gratuitamente, per il trasporto dei materiali, per la fornitura di acqua al cantiere, per la movimentazione dei materiali attraverso l’uso dei propri mezzi meccanici. Una importante impresa locale ha concesso in comodato gratuito l’uso delle sue macchine. Un’altra importante azienda sta fornendo gratuitamente centinaia di metri di cavidotto in plastica per la realizzazione dei condotti elettrici e telefonici. Durante le Mostre fotografiche “E M’arcord” (altra iniziativa di successo promossa dall’Associazione) vengono regolarmente registrate centinaia di erogazioni liberali in denaro, alcune delle quali effettuate da ragazzi e bambini che con piccolissime somme hanno inteso contribuire all’acquisto dei sassi. Insomma è una intera popolazione che sta sostenendo quest’opera, ed è grazie a questo sostegno che è stato possibile realizzare, in pochi mesi (203 giorni in due anni), 412 metri di strada, andando ben oltre i previsti lotti annuali di intervento. L’associazione ha vagliato, in modo approfondito, altre possibilità di autofinanziamento, quale poteva essere la posa di pietre a pagamento personalizzandole con l’incisione di scritte o altro. Ma non l’ha fatto. Il Comitato Direttivo all’unanimità ha deciso che l’opera andasse riconsegnata alla popolazione così com’era, senza segni che potessero essere equivocati come segni di appartenenza o di appropriazione.

IL REGISTRO DELLE DONAZIONI 
L’Associazione, consapevole della forza che tanto consenso ha finito per conferirgli, ha predisposto un Registro dove vengono giornalmente annotate le forniture, le donazioni dei materiali e le prestazioni gratuite di ogni genere. Tutto rimarrà agli Atti che saranno consegnati alle Autorità al momento della consegna dell’opera.

I SOCI VOLONTARI E LE ORE DI LAVORO GRATUITO 
Fin dal momento della sua fondazione l’Associazione ha voluto scommettere sul coinvolgimento dei giovani. Il Comitato Direttivo infatti è composto principalmente da giovani che stanno dimostrando serietà, impegno e competenza. Nessuno però avrebbe mai pensato che alcuni di loro e così altri giovani soci da loro stessi coinvolti, potessero affiancarsi ai soci anziani nel cantiere per il rifacimento dell’antica strada di Corzano, per la fatica in primo luogo, ma anche per la difficoltà di cimentarsi con tecniche antiche ormai del tutto abbandonate, come quelle per il rifacimento di una massicciata. E invece è successo. Abbiamo presenze di soci che alla veneranda età di 86 anni lavorano anche otto ore al giorno accanto ai nipoti; altri che lavorano o si alternano con i propri figli; giovani la cui professione non è in alcun modo affiancabile al rifacimento di una massicciata che stupiscono solo a guardarli. Nel corso del 2009 (I lotto), 34 lavoratori volontari hanno prestato 2.767,50 ore di lavoro; nel 2010 (II lotto), 51 lavoratori volontarihanno prestato 3.010,00 ore li lavoro.

IL COSTO DELL’OPERA 
Prima di dare avvio ai lavori erano state considerate varie ipotesi di costo, ma le tante variabili, diverse ad ogni tratto di percorso, non consentirono realistiche valutazioni. L’unica cosa certa era costituita dall’alto prezzo per l’acquisto sul mercato del pietrame, essendo esclusa la possibilità di reperirlo, come in passato, dagli alvei fluviali. Un costo che era, ed è stato possibile, mediare al ribasso, solo grazie alle donazioni di aziende e cittadini. A tre mesi esatti di lavoro, e 216 ml. di strada realizzata è stato possibile indicare il presumibile costo complessivo dell’opera in € 86.930,18 stimandolo sulla base dei costi fino allora sostenuti per l’acquisto dei materiali, rapportandoli alla quantità del lavoro realizzato. Un costo contenuto, frutto delle attenzioni e delle economie che i soci hanno saputo e sanno esercitare quotidianamente sul cantiere, per un lavoro che a detta di tutti è di altissima qualità. Il costo dell’intera opera, nonostante le generose donazioni e collaborazioni e l’opera volontaria e gratuita dei soci resta alto, ma non spaventa più. L’affetto dei cittadini, la compartecipazione che si sta attuando, la condivisione crescente da parte di tutti hanno decisamente contribuito a dissolvere i timori del passato, la paura di aver sottovalutato l’impegno assunto. Oggi, tutti i soci sanno per certo che lungo questo percorso non saranno mai soli.

CONSIDERAZIONI FINALI 
Senza questa strada non ci sarebbe l’Associazione e tutte le attività che sino ad oggi è riuscita o sta riuscendo, a mettere in campo. La scelta di nascere per realizzare questo progetto è stata la “fortuna” dell’Associazione. Il favore incontrato nella popolazione, la forte condivisione, non erano assolutamente immaginabili: 104 soci iscritti nel 2008; 244 nel 2009; 318 nel 2010; oltre 340 a luglio 2011, tutti iscritti spontaneamente senza alcuna campagna di sensibilizzazione. Le donazioni dei materiali utili alla ricostruzione da parte dei cittadini e di aziende private, le collaborazioni di aziende artigianali e le erogazioni liberali in denaro per l’acquisto dei materiali, stanno coprendo quasi l’intero fabbisogno.